sabato 14 novembre 2015

Sulla Magia



La Magia è lo stato dell’essere, dove vi è consapevolezza del divino e delle energie cosmiche, è il mezzo e il fine dell’illuminazione spirituale, è la conoscenza, la visione, la percezione del Mistero dell'Esistenza, di ciò che non può essere ne mediato e ne trasmesso dagli organi fisici e dai sensi.
   
Nonostante molti hanno tentato di dare una definizione esauriente e completa su cosa sia la Magia, tutte le formulazioni si sono rivelate parziali o incomplete compreso quest’ultima, ma si può comunque affermare che la Magia, al livello più basso è Volontà e Desiderio. Attraverso pratiche o rituali l’operatore utilizza strumenti magico - esoterici, parole, incanti o preghiere al fine di rafforzare la propria Volontà e creare le condizioni ideali che soddisfino i propri desideri. Questo è il modo più “volgare” o popolare per intendere la Magia: la Volontà è indirizzata nel perseguimento di mille e un desiderio (i tre fondamentali Sesso, Soldi e Potere) e nel caso di esito positivo si soddisfa un desiderio, poi un altro, poi un altro ancora, si può andare avanti all'infinito, senza trovare nessun reale appagamento, oppure se l’esito è negativo o nullo, si rimane frustrati ma in entrambi i casi si è sempre schiavi del "desiderare", finendo per logorare la propria volontà e sprecare completamente la propria vita nella costante ricerca d’incantesimi, talismani o rituali ancora più potenti, nell'accumulare sapere magico - esoterico o cadere in forme magico - ritualistiche sempre più perverse e aberranti.
 

Un altro modo per scoprire cosa sia realmente la Magia è cambiando completamente la direzione della propria Intenzione, non più all'inseguimento degli effimeri desideri dettati dal proprio ego, ma orientata verso “la conquista del desiderio stesso”. In questo caso tutta la propria Energia scorre in un’unica direzione: nella conoscenza e nella padronanza di Sé e nella trascendenza della mente.

Prima di avvicinarsi alla magia è dunque importante per ognuno chiedersi in quale direzione stia andando la propria vita: se verso una maggiore Libertà interiore che significa libertà dal desiderio che è sofferenza, Libertà dall'Ego per porre fine a ogni separazione con l'Esistenza, Libertà dall'ignoranza di sé che vuol dire non continuare a essere in balia del passato, dei condizionamenti e delle influenze, insomma se si è davvero Liberi di Essere oppure se si continua a fare il solito vecchio gioco, 
magari questa volta su di un piano diverso, con strumenti o mezzi differenti, ma rimanendo sempre succubi dell'Inconsapevolezza e dei giochi egoistici e futili della propria mente.
 

Spesso si tenta di dare una classificazione della Magia attraverso i "colori", ma in realtà esistono solo due tipi di Magia: la magia che proviene da uno sforzo deliberato dell'Ego e la magia che scaturisce dalla Consapevolezza nell'abbandono di sé. Esempi di Magi celebri di questi due tipi di magia: nel primo caso Aleister Crowley, un mago dell’Ego e della Volontà nel secondo caso Georges Ivanovič Gurdjieff, un mago dell’Essere e della Consapevolezza; chi ha studiato entrambi e ha occhi per vedere può comprendere la differenza abissale fra i due.
 

Molti si chiedono come mai esistano tanti magi, astrologi, guaritori o terapisti "abilissimi”, ma nonostante ciò il mondo va sempre peggio. La ragione è che non si tratta di una questione di abilità ma di consapevolezza, di trasformazione e di alchimia interiore. Se ogni individuo che sia un mago o meno non opera dentro di sé una radicale rivoluzione psicologica, la società rimarrà sempre la stessa, poiché il mondo esterno non è altro che il riflesso della realtà interiore di ogni individuo e quindi prima di preoccuparsi di aiutare gli altri attraverso forme di "pseudo - magia" o tramite le “buone opere”, è fondamentale Cambiare se stessi, poiché solo così il mondo e la società potranno cambiare davvero e si inizierà ad “aiutare” nel vero senso della parola e non nel continuare a compiere ulteriore danno nel nome dell'altruismo.

Soltanto quando si comprende che tutti i desideri e i sogni sono inconcludenti e che gli scopi o gli obiettivi esistenziali sono vani senza alcuna eccezione, nella meditazione profonda, in uno stato di totale rilassamento, nella completa solitudine e immobilità psico-fisica, si può scoprire la “Vera Magia” libera da ogni velo di Illusione, dove l’ego e tutti gli inganni scompaiono, risvegliandosi alla Realtà della vita.
 
Infine fintanto che vi sono Volontà e Desiderio, si tratta sempre di Bassa Magia, il punto più basso. Il punto alto sono invece l'Amore e Consapevolezza, l'Alta Magia. 

Dopotutto che cos'è l'Amore se non la Magia più grande . . .

Foto: https://it.wikisource.org/wiki/File:GiordanoBrunomnemonic.gif 

lunedì 24 agosto 2015

Sul Simbolo


Il simbolo è una forma di comunicazione che esprime attraverso un’immagine un contenuto che può essere religioso, esoterico, magico o spirituale. Un simbolo riesce a sintetizzare, evocare e valorizzare una determinata realtà che può essere espressa soltanto con una raffigurazione simbolica ed ha la capacità di tenere insieme una visione religiosa o spirituale nel corso del tempo, evitandone la disintegrazione e la frammentazione grazie all'importante funzione di riconoscimento, di ricordo e di rappresentazione.

Tutte le religioni hanno i propri simboli che le rappresentano, ma molto spesso quest'ultimi sono molto più antichi delle stesse religioni e lo stesso simbolo in un contesto diverso può assumere un significato diverso. Ogni religione tenta in continuazione di imporre e diffondere i propri simboli, poiché vi è la paura o la consapevolezza che, quando essi iniziano a essere dimenticati o rimossi, significa che la stessa tradizione religiosa è sul “viale del tramonto”, sta decadendo, morendo o scomparendo insieme ai propri simboli.

La scelta di un simbolo nella creazione di una religione ne determinerà la direzione che prenderà in futuro. Quando un simbolo è svuotato del suo autentico significato e perde ogni autorevolezza, può facilmente diventare un mezzo di propaganda per il potere politico e religioso: sfruttato e utilizzato per controllare le coscienze e le masse, il simbolo è trasformato da promotore e generatore di Libertà e Verità a strumento per spargere e imporre Menzogna e Schiavitù.


Il massimo esempio di come un simbolo possa essere strumentalizzato per scopi di potere fu la Croce. Simbolo antichissimo, precristiano, la croce simboleggia l’armonia cosmica e l’eternità ma soprattutto rappresenta la Trascendenza e l'Unità: l’incontro del mondo materiale con quello spirituale, la sintesi tra la sfera interiore e quella esteriore. Con l’avvento del Cristianesimo Teologico e dell’istituzione ecclesiale, la croce da simbolo di Vita diventò simbolo di Morte: sotto l’insegna della croce cristiana in milioni perirono durante le crociate, durante il medioevo migliaia furono torturati, incarcerati, uccisi o arsi vivi in quanto eretici, nelle Americhe civiltà millenarie  furono spazzate via, ancora oggi in Africa e in altri luoghi interi popoli pagani vengono soggiogati e umiliati nel nome della "santa croce" e  del dio cristiano. Nella figura di un Dio morto, la croce divenne “il crocefisso”: il baluardo di un Occidente diviso, corrotto e schiavo da una falsa cristianità e da una cultura vecchia e decadente. 
         
Un altro esempio storico in questo caso in un contesto politico che dimostra come il simbolo è qualcosa di più che un semplice segno identificativo fu quello della Svastica. La svastica in Oriente fu utilizzata per secoli come simbolo di creatività, di rigenerazione spirituale e di buon auspicio, ma quando Hitler la adottò, con gli uncini rovesciati, la svastica divenne simbolo di morte e di distruzione: la massima rappresentazione del male e dell’odio più profondo e aberrante. È sufficiente modificare un particolare o l’orientamento di un simbolo per cambiarne completamente il significato e la propria influenza nella storia e sull'inconscio umano. 

I simboli sono dunque immagini vive intrise di un significato nascosto o celato, così come le parole Dio, Dei, Angeli, Demoni, ecc, non sono entità o esseri separati o trascendenti ma simboli psicologici, mitologici o esoterici. 

L’uomo moderno da un lato ha accantonato tutti i simboli e ha perduto la capacità di comprenderli, andando incontro a un inevitabile disorientamento e decadimento spirituale, dove l’unico interesse per i simboli è riservato ai Logo e Marchi aziendali o commerciali; dall’altro lato vi è chi, ancora ossessionato e condizionato dalle parole o dai simboli continua ad appiccicare o sovrapporre la propria fantasia sugli stessi, vivendo in una sorta di mondo onirico e perdendo ogni contatto con la Realtà.   

Fra questi due estremi di decadenza simbolica e religiosa, vi è il vero Ricercatore Spirituale che attraverso la giusta comprensione dei simboli religiosi ed esoterici, li utilizzerà come un “mezzo” per scoprire la Verità, per conoscere la propria Realtà Soggettiva, per risvegliarsi, per trovare il “centro” del proprio Essere e della stessa Esistenza. 

Foto: https://it.wikisource.org/wiki/File:Anastasis_Pio_Christiano_Inv31525.jpg

mercoledì 22 luglio 2015

Sul Mito


Il mito è una narrazione atemporale e ciclica della realtà raccontata per soddisfare profondi bisogni religiosi e psicologici, ha una funzione allegorica e didascalica, attraverso immagini e simboli, i miti facilitano nel lettore o nell’ascoltatore un atteggiamento aperto, semplice e immediato per la comprensione del significato di eventi e misteri primordiali, fenomeni naturali, gesta eroiche o circostanze morali, psicologiche e spirituali, pertanto il mito diviene un mezzo per trasmettere una conoscenza ancestrale favorendo l'acquisizione di una maggiore consapevolezza di se stessi e dell'esistenza.

Ogni mito si compone fondamentalmente di due parti: una falsa o fantasiosa che rappresenta una sorta di “contenitore” che ha lo scopo di attrarre il lettore o l’ascoltatore, accessibile a tutti e non è assolutamente un fatto storico; un’altra parte vera e nascosta che rappresenta “il contenuto”, dove l'ascoltatore o lettore grazie alla sua intelligenza e capacità intuitiva, riesce a comprendere i vari risvolti morali, politici, esistenziali e psicologici racchiusi nei miti, non vincolati né dalla storia, né dal tempo e dallo spazio.

Il mito per chi lo sa cogliere può contenere delle verità eterne più significative che qualsiasi verità storica. La storia è sempre schiava del passato, al contrario il mito ispira libertà, non è soltanto nel passato ma è sempre aperto al futuro. La storia è collegata alla coscienza, è superficiale, il mito è invece molto più profondo poiché collegato all'inconscio umano.

Ogni religione sostanzialmente si basa sul mito. Se il mito è vivo, allora la religione è viva, se il mito è morto, la religione è morta. Quando un mito e una religione sono morti, non vuol dire che scompaiano necessariamente dalla storia. Se nel mito è tolto tutto ciò che di vero, vivo, sacro e significativo, rimane soltanto la sua parte falsa e finta un guscio vuoto cui si tenta di riempirlo con ogni sorta di menzogna e mistificazione o per riutilizzarlo per scopi di controllo e di potere.

I preti, i sacerdoti, i predicatori religiosi sono come dei “negromanti” che cercano con il fervore, il carisma, le loro invenzioni e speculazioni di ridare nuova vita al mito ma finiscono per ricrearlo a loro immagine e somiglianza, il mito nelle loro mani finisce per diventare una grande bugia, una finzione e se ne serviranno come “un catalizzatore” per soggiogare e manipolare le coscienze dei propri seguaci o fedeli, sostituendo la verità insita nel mito con un falso credo o con una vacua fede.

Un mito religioso è vivo soltanto quando è incarnato da un Maestro vivente, ma quando egli ha lasciato il corpo e questo pianeta, la Verità se n’è andata con lui, a meno che quest'ultima si manifesti di nuovo in uno dei suoi discepoli, il suo Mito perderà ogni rapporto con la realtà e la verità, così come dalla religione di cui è il fondamento.

Il mito dunque è qualcosa di fragile e di delicato, non può essere strumentalizzato, altrimenti si perderà il suo autentico significato, rimarranno soltanto le idiozie, le assurdità, le finzioni e i cadaveri dei santi, profeti e maestri che saranno adorati per secoli e secoli.

Il razionalismo occidentale ha smantellato tutti i vecchi miti. Tutto ciò che di bello, vero e poetico del mito è stato distrutto dalla logica, dalla modernità, dall'utilitarismo, che uccidono il Cuore stesso dell’umanità. Senza il mito la poesia, l’arte, il teatro, la musica, la filosofia, la vita stessa perdono ogni significato, il mondo è ridotto soltanto a un mercato, ogni relazione e rapporto umano divengono privi di amore, passione e compassione.

Salvo che ogni individuo scopra in se stesso la Verità e diventi un Mito Vivente, i miti continueranno ad aiutare gli uomini a sopportare questa breve esistenza terrena, altrimenti senza di essi ben pochi potranno sopportare l’angoscia di una vita senza significato e come purtroppo sta accadendo, si autodistruggeranno con le droghe e con l'alcol, l'alternativa è il suicidio.

Il mito in definitiva è il Simbolo del significato dell’Esistenza e ogni racconto mitico riconduce sempre a se stessi. E’ dunque responsabilità di ogni individuo trovare questo significato dentro di sé, contribuendo a salvare l’umanità, riscoprendo l'essenza originaria dimenticata del proprio Essere e infondendo nuova linfa ed energia creativa nella propria vita.

Foto: https://it.wikisource.org/wiki/File:Guercino_-_cena_mitologica_%28venus,_marte,_cupido_e_o_tempo%29,_c.1624-27.jpg

martedì 2 giugno 2015

Aleister Crowley



Aleister Crowley (Leamington Spa, 12 ottobre 1875 – Hastings, 1º dicembre 1947) è considerato il padre dell’occultismo moderno, una figura controversa che fu fonte di ispirazione per molti movimenti magici ed esoterici, influenzando la contro - cultura e la musica contemporanea, un profeta che annunciava l’avvento di una nuova era che avrebbe estirpato il Cristianesimo dall’anima dell’Essere umano, fondatore di una nuova religione “Thelema” che riassumeva il proprio “spirito religioso” nella massima «Fà ciò che vuoi sarà tutta la Legge».

Vittima della famiglia che apparteneva ad una setta protestante, Aleister subì un’assillante e opprimente “educazione” basata su dogmi, restrizioni e proibizioni, legata a quella contorta, inflessibile, falsa e ipocrita “morale cristiana" che finì per produrre in Aleister un odio verso il Cristianesimo e una forte repressione sessuale cui tentò invano di liberarsene attraverso la magia sessuale.

Fu quell'ambiente familiare, culturale e sociale impregnato da quel falso Cristianesimo a fare dell’artista, alpinista, poeta e scrittore Crowley «il re della depravazione, una bestia umana » o «l'uomo più perverso del mondo». Cercando di sfuggire da quest'orribile passato Aleister finì per autodistruggersi attraverso l’uso di qualsiasi tipo di droga.

La filosofia di Crowley si basa sulla scoperta per ogni individuo della propria Vera Volontà che lo liberi da tutte le influenze, condizionamenti, restrizioni del passato e lo porti a conoscere se stesso, non più schiavo degli orpelli, le morali, le etiche e le convenzioni della società che impediscono all’individuo di realizzare se stesso.

Crowley nel tentativo di sviluppare e rafforzare sempre di più la propria Volontà finì per annientarsi con gli stupefacenti, l’autolesionismo, i comportamenti sessuali aberranti e pratiche spiritiche.

L’errore fondamentale di Crowley fu di abbandonare la pratica della meditazione a favore di un uso sconsiderato delle droghe e d’insulse pratiche magiche. Egli volle utilizzare le droghe come una scorciatoia verso il Samadhi. Ma nella ricerca spirituale non esistono agevolazioni o vie brevi. Se si tenta di forzare il processo di trasformazione interiore con sostanze chimiche o stupefacenti oppure cercando di sottomettere il proprio inconscio a forza di colpi di volontà, il risultato finale sarà solo la pazzia, la distruzione della propria mente e la perdita definitiva della propria Consapevolezza.

Volontà e Consapevolezza devono crescere insieme, l’uno accanto all’altro. La Volontà senza la consapevolezza finisce soltanto per alimentare l’Ego, quest’ultimo è il cancro dell’Essere, la sola malattia spirituale. La Consapevolezza senza la volontà è debole, da sola non ha la forza e la costanza per trasformare completamente l’individuo.

Crowley avrebbe dovuto cercare un vero Maestro. Nel 1924 visitò l'Institute for the Harmonious Development of Man di Georges Ivanovič Gurdjieff, ma il suo intento era soltanto quello di dimostrare che lui era un mago più potente di Gurdjieff e non riuscendo a mettere da parte il suo ego, Aleister perse la possibilità di elevarsi spiritualmente e se ne andò dall’istituto continuando la sua vita inconsapevole e dissoluta.

Questo è il solo motivo per “condannare” Crowley: di non aver riconosciuto Gurdjieff come un vero uomo illuminato che avrebbe potuto indicargli il modo di salvare la sua esistenza dalla tossicodipendenza, dal suo male interiore e dalle aberrazioni cui era finito succube nel corso degli anni.

Nonostante le ridicole e superficiali tesi di alcuni “cristiani” che cercano invano di dimostrare che Crowley fu un satanista, Aleister può essere considerato un “ Eroe caduto” e non certo un mediocre ciarlatano e tantomeno l’ispiratore o un precursore del Satanismo ma un mago che tentò l’impossibile: “dominare l’inconscio universale con la sola forza di volontà” e soltanto chi ha una profonda conoscenza della psiche e dell’animo umano potrà comprendere il suo dramma esistenziale e il suo fallimento spirituale.

Foto: https://it.wikisource.org/wiki/File:Aleister_Crowley_1929.jpg

venerdì 8 maggio 2015

Helena Petrovna Blavatsky


Helena Petrovna Blavatsky (Ekaterinoslav, 12 agosto 1831 – Londra, 8 maggio 1891) si innalza come la madre del pensiero esoterico moderno, le cui idee convogliarono nel secolo dopo nel movimento della New Age e ancora oggi influenzano la filosofia esoterica contemporanea. Fra i suoi meriti più importanti fu quello di creare un ponte, una mediazione, fra Oriente e Occidente, di diffondere la sapienza e la conoscenza degli insegnamenti orientali attraverso i suoi scritti. 

Donna audace, avventurosa e forte, dalla personalità criptica, complessa e indecifrabile, riuscì a creare una religione in grado di competere con le millenarie religioni preesistenti. Attraverso la guida dei “Maestri di Saggezza” la Blavatsky, riuscì a raccogliere e a dare una sistemazione, riunendo in una unica totalità tutte quelle intuizioni e quegli insegnamenti che costituiscono la base delle antiche religioni, facendone il fondamento della Teosofia. 

La Blavatsky con grande servizio all'umanità, tentò di rielaborare in chiave moderna, le tradizioni gnostiche, ermetiche, esoteriche e magiche riproponendo quei valori e concetti dimenticati come: l’Unità originaria della Sacralità di tutte le religioni, che l’Essere umano è antico quanto lo stesso Cosmo che lo ha generato, l’importanza dell’Iniziazione nella crescita spirituale, la negazione di Dio come essere Personale e Trascendente, la Reincarnazione, il Karma e la risoluta condanna di ogni forma di dogmatismo in particolar modo di quello cristiano. 

Il solo “crimine” che può essere imputato alla Blavatsky è quello di frode: tutto il suo corpus letterario non è il frutto delle sue doti medianiche e le comunicazioni fra lei e i “Maestri ascendenti tibetani” ma è una creazione della sua mente e del sapere acquisito durante i suoi viaggi o in altri testi esoterici, lei è la sola autrice di tutte le sue opere e si può dire al massimo che abbia copiato. 

Blavatsky utilizzò i trucchi dello Spiritismo per dare valore alle sue composizioni, se si fosse presentata al pubblico affermando che le sue opere erano soltanto il frutto della sua mente e delle sue ricerche nessun mai le avrebbe dato credito, figuriamoci per una donna brutta e grassa che viveva in un contesto sociale come quello dell’800 le sarebbe stato impossibile creare la “Società Teosofica” e tanto meno diffondere quegli insegnamenti e conoscenze. 

Il sospetto di ciarlataneria che si porterà dietro per sempre diventa il pretesto per chi non ha mai sopportato che una donna possa divenire così tanto potente da annichilire i profeti delle epoche passate, che non può fare altro che denigrarla e diffamarla con accuse ridicole e senza senso. 

Ed è ancora più triste quando queste accuse vengono mosse da alcuni che si considerano “cristiani” che definisco le storie della Blavatsky come bizzarre e insensate e si chiedono come ha potuto questa donna avere tutto quel seguito, quando non riescono a vedere che la loro religione si fonda su un racconto biblico (dove un Dio all'improvviso creò l’Universo in pochi giorni per poi riposarsi, finché decise più di 2000 anni fa di mettere incinta una Vergine il quale figlio finì su una croce e durante la crocifissione gridò: “Padre, perché mi hai abbandonato?” non ci fu nessuna risposta e morì, da allora sia del Padre che del Figlio non si hanno più notizie), che non è meno bizzarro e insensato da chiedersi come ha potuto il Cristianesimo avere tutto quel consenso da diventare la seconda religione mondiale, per giungere alla conclusione che ogni "seguace" è vittima dei suoi auto-inganni e delle credenze di ogni tipo.  

Inoltre vi è l’inutile tentativo di dimostrare la non autenticità delle opere della Blavatsky, quando questi “cristiani” dimenticano (o fanno finta di dimenticarsi) che finora non hanno una sola prova per dimostrare che la Bibbia sia di ispirazione divina, che sia stata scritta da Dio stesso attraverso il suo Spirito Santo ed ignorano (o fanno finta di ignorare) che il testo biblico ha subito una serie infinita di manipolazioni da parte delle Chiese nel corso dei secoli, che non si comprende come mai si preoccupino dei testi delle altre religioni, quando invece dovrebbero dapprima preoccuparsi di indagare sulla autenticità ed originalità del proprio testo, la cosiddetta “Sacra” Bibbia. 

Questi cosiddetti “cristiani” scendono ancora più in basso quando considerano la Blavatsky corresponsabile delle vittime dell’Olocausto per mano di Adolf Hitler e dei nazisti. Se è vero che da un lato il gruppo esoterico da cui scaturì il partito NazionalSocialista tedesco fu ispirato dalle idee della teosofia, non tengono conto che Hitler e la sua schiera furono soltanto dei pazzi idioti pronti ad utilizzare qualsiasi pretesto filosofico, ideologico e occulto per compiere qualsiasi nefandezza, crimine e violenza. Forse non ricordano (o fanno finta di non ricordare) che le Chiese ai tempi dell’Inquisizione utilizzarono la Bibbia come trovata per condannare migliaia di persone in carcere, a tortura e al rogo. 

No, costoro non possono essere considerati “cristiani” (in quanto discepoli del Cristo), ma soltanto fanatici che utilizzano come pretesto tematiche esoteriche, occulte e religiose per tentare di dimostrare che la loro "religione" è la sola ad essere giusta e vera. 

Le critiche di questi “signori” alla teosofia sono dovute dal fatto che quest'ultima nega Dio Padre. Con i loro giudizi mostrano soltanto quanto ancora siano infantili ed immaturi da continuare a "proiettare nel Cielo la figura paterna" e non vogliono che le persone si emancipano spiritualmente, che camminino da sole con le proprie gambe, che si prendano la responsabilità della propria anima o del proprio Essere, vogliono al contrario che rimangano sempre schiave delle loro false dottrine e del controllo dei sacerdoti e dell’istituzione ecclesiale, mantenendo loro stessi e i loro seguaci nell'ignoranza e incoscienza per tutta la vita. 

La Blavatsky invece merita rispetto, poiché in un mondo dominato da uomini e da religioni create da uomini, riuscì a formare un movimento capace di diffondersi in tutto il mondo. Infine la Blavatsky può essere considerata una Eroina, una icona per tutte le donne che non si piegano alla concezione ebraico - cristiana di essere soltanto delle “costole di Adamo” con l’unico scopo esistenziale di procreare. 

Foto: https://it.wikisource.org/wiki/File:Blavatsky.jpeg