Aleister Crowley (Leamington Spa, 12 ottobre 1875 – Hastings, 1º dicembre 1947) è considerato il padre dell’occultismo moderno, una figura controversa che fu fonte di ispirazione per molti movimenti magici ed esoterici, influenzando la contro - cultura e la musica contemporanea, un profeta che annunciava l’avvento di una nuova era che avrebbe estirpato il Cristianesimo dall’anima dell’Essere umano, fondatore di una nuova religione “Thelema” che riassumeva il proprio “spirito religioso” nella massima «Fà ciò che vuoi sarà tutta la Legge».
Vittima della famiglia che apparteneva ad una setta protestante, Aleister subì un’assillante e opprimente “educazione” basata su dogmi, restrizioni e proibizioni, legata a quella contorta, inflessibile, falsa e ipocrita “morale cristiana" che finì per produrre in Aleister un odio verso il Cristianesimo e una forte repressione sessuale cui tentò invano di liberarsene attraverso la magia sessuale.
Fu quell'ambiente familiare, culturale e sociale impregnato da quel falso Cristianesimo a fare dell’artista, alpinista, poeta e scrittore Crowley «il re della depravazione, una bestia umana » o «l'uomo più perverso del mondo». Cercando di sfuggire da quest'orribile passato Aleister finì per autodistruggersi attraverso l’uso di qualsiasi tipo di droga.
La filosofia di Crowley si basa sulla scoperta per ogni individuo della propria Vera Volontà che lo liberi da tutte le influenze, condizionamenti, restrizioni del passato e lo porti a conoscere se stesso, non più schiavo degli orpelli, le morali, le etiche e le convenzioni della società che impediscono all’individuo di realizzare se stesso.
Crowley nel tentativo di sviluppare e rafforzare sempre di più la propria Volontà finì per annientarsi con gli stupefacenti, l’autolesionismo, i comportamenti sessuali aberranti e pratiche spiritiche.
L’errore fondamentale di Crowley fu di abbandonare la pratica della meditazione a favore di un uso sconsiderato delle droghe e d’insulse pratiche magiche. Egli volle utilizzare le droghe come una scorciatoia verso il Samadhi. Ma nella ricerca spirituale non esistono agevolazioni o vie brevi. Se si tenta di forzare il processo di trasformazione interiore con sostanze chimiche o stupefacenti oppure cercando di sottomettere il proprio inconscio a forza di colpi di volontà, il risultato finale sarà solo la pazzia, la distruzione della propria mente e la perdita definitiva della propria Consapevolezza.
Volontà e Consapevolezza devono crescere insieme, l’uno accanto all’altro. La Volontà senza la consapevolezza finisce soltanto per alimentare l’Ego, quest’ultimo è il cancro dell’Essere, la sola malattia spirituale. La Consapevolezza senza la volontà è debole, da sola non ha la forza e la costanza per trasformare completamente l’individuo.
Crowley avrebbe dovuto cercare un vero Maestro. Nel 1924 visitò l'Institute for the Harmonious Development of Man di Georges Ivanovič Gurdjieff, ma il suo intento era soltanto quello di dimostrare che lui era un mago più potente di Gurdjieff e non riuscendo a mettere da parte il suo ego, Aleister perse la possibilità di elevarsi spiritualmente e se ne andò dall’istituto continuando la sua vita inconsapevole e dissoluta.
Questo è il solo motivo per “condannare” Crowley: di non aver riconosciuto Gurdjieff come un vero uomo illuminato che avrebbe potuto indicargli il modo di salvare la sua esistenza dalla tossicodipendenza, dal suo male interiore e dalle aberrazioni cui era finito succube nel corso degli anni.
Nonostante le ridicole e superficiali tesi di alcuni “cristiani” che cercano invano di dimostrare che Crowley fu un satanista, Aleister può essere considerato un “ Eroe caduto” e non certo un mediocre ciarlatano e tantomeno l’ispiratore o un precursore del Satanismo ma un mago che tentò l’impossibile: “dominare l’inconscio universale con la sola forza di volontà” e soltanto chi ha una profonda conoscenza della psiche e dell’animo umano potrà comprendere il suo dramma esistenziale e il suo fallimento spirituale.
Foto: https://it.wikisource.org/wiki/File:Aleister_Crowley_1929.jpg
