Il mito è una narrazione atemporale e ciclica della realtà raccontata per soddisfare profondi bisogni religiosi e psicologici, ha una funzione allegorica e didascalica, attraverso immagini e simboli, i miti facilitano nel lettore o nell’ascoltatore un atteggiamento aperto, semplice e immediato per la comprensione del significato di eventi e misteri primordiali, fenomeni naturali, gesta eroiche o circostanze morali, psicologiche e spirituali, pertanto il mito diviene un mezzo per trasmettere una conoscenza ancestrale favorendo l'acquisizione di una maggiore consapevolezza di se stessi e dell'esistenza.
Ogni mito si compone fondamentalmente di due parti: una falsa o fantasiosa che rappresenta una sorta di “contenitore” che ha lo scopo di attrarre il lettore o l’ascoltatore, accessibile a tutti e non è assolutamente un fatto storico; un’altra parte vera e nascosta che rappresenta “il contenuto”, dove l'ascoltatore o lettore grazie alla sua intelligenza e capacità intuitiva, riesce a comprendere i vari risvolti morali, politici, esistenziali e psicologici racchiusi nei miti, non vincolati né dalla storia, né dal tempo e dallo spazio.
Il mito per chi lo sa cogliere può contenere delle verità eterne più significative che qualsiasi verità storica. La storia è sempre schiava del passato, al contrario il mito ispira libertà, non è soltanto nel passato ma è sempre aperto al futuro. La storia è collegata alla coscienza, è superficiale, il mito è invece molto più profondo poiché collegato all'inconscio umano.
Ogni religione sostanzialmente si basa sul mito. Se il mito è vivo, allora la religione è viva, se il mito è morto, la religione è morta. Quando un mito e una religione sono morti, non vuol dire che scompaiano necessariamente dalla storia. Se nel mito è tolto tutto ciò che di vero, vivo, sacro e significativo, rimane soltanto la sua parte falsa e finta un guscio vuoto cui si tenta di riempirlo con ogni sorta di menzogna e mistificazione o per riutilizzarlo per scopi di controllo e di potere.
I preti, i sacerdoti, i predicatori religiosi sono come dei “negromanti” che cercano con il fervore, il carisma, le loro invenzioni e speculazioni di ridare nuova vita al mito ma finiscono per ricrearlo a loro immagine e somiglianza, il mito nelle loro mani finisce per diventare una grande bugia, una finzione e se ne serviranno come “un catalizzatore” per soggiogare e manipolare le coscienze dei propri seguaci o fedeli, sostituendo la verità insita nel mito con un falso credo o con una vacua fede.
Un mito religioso è vivo soltanto quando è incarnato da un Maestro vivente, ma quando egli ha lasciato il corpo e questo pianeta, la Verità se n’è andata con lui, a meno che quest'ultima si manifesti di nuovo in uno dei suoi discepoli, il suo Mito perderà ogni rapporto con la realtà e la verità, così come dalla religione di cui è il fondamento.
Il mito dunque è qualcosa di fragile e di delicato, non può essere strumentalizzato, altrimenti si perderà il suo autentico significato, rimarranno soltanto le idiozie, le assurdità, le finzioni e i cadaveri dei santi, profeti e maestri che saranno adorati per secoli e secoli.
Il razionalismo occidentale ha smantellato tutti i vecchi miti. Tutto ciò che di bello, vero e poetico del mito è stato distrutto dalla logica, dalla modernità, dall'utilitarismo, che uccidono il Cuore stesso dell’umanità. Senza il mito la poesia, l’arte, il teatro, la musica, la filosofia, la vita stessa perdono ogni significato, il mondo è ridotto soltanto a un mercato, ogni relazione e rapporto umano divengono privi di amore, passione e compassione.
Salvo che ogni individuo scopra in se stesso la Verità e diventi un Mito Vivente, i miti continueranno ad aiutare gli uomini a sopportare questa breve esistenza terrena, altrimenti senza di essi ben pochi potranno sopportare l’angoscia di una vita senza significato e come purtroppo sta accadendo, si autodistruggeranno con le droghe e con l'alcol, l'alternativa è il suicidio.
Il mito in definitiva è il Simbolo del significato dell’Esistenza e ogni racconto mitico riconduce sempre a se stessi. E’ dunque responsabilità di ogni individuo trovare questo significato dentro di sé, contribuendo a salvare l’umanità, riscoprendo l'essenza originaria dimenticata del proprio Essere e infondendo nuova linfa ed energia creativa nella propria vita.
Foto: https://it.wikisource.org/wiki/File:Guercino_-_cena_mitologica_%28venus,_marte,_cupido_e_o_tempo%29,_c.1624-27.jpg
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